acqua sulla luna ricerca italiana trivella missione 2020Per riportare l’uomo sulla Luna e creare un insediamento permanente, bisogna trovare acqua: la cercherà una trivella tutta italiana, che sta prendendo forma nello stabilimento di Finmeccanica Selex ES a Nerviano in vista della missione lunare che l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) prevede di organizzare nel 2020 in collaborazione con l’omologa russa Roscosmos.

”La trivella lunare è in una fase molto avanzata di progettazione: stiamo gia’ lavorando al primo prototipo”, spiega Marco Molina, responsabile ricerca e sviluppo del settore spazio di Finmeccanica Selex Es.
Lo strumento, che e’ formato da un’unica punta lunga due metri, è progettato per perforare la superficie lunare raggiungendo una profondità minima di 60 centimetri.

Lo fara’ nella regione polare dove avverrà l’allunaggio, in modo da verificare se c’è acqua intrappolata nel suolo ghiacciato a 170 gradi sotto zero. ”Per farlo in maniera delicata, evitando la fusione della superficie ghiacciata e l’evaporazione delle sostanze volatili, abbiamo creato una punta in diamante policristallino che abbina la rotazione alla percussione, dando quattro colpi ad ogni giro per ridurre il riscaldamento del suolo”, precisa Molina. ”Per sperimentare questa tecnologia – aggiunge – abbiamo ricreato in laboratorio il terreno lunare, che surgeliamo appositamente in un freezer speciale per abbassare la temperatura”.

Il trapano lunare, il cui completamento è previsto nel 2016, è l’ultimo esemplare di una celebre famiglia di trivelle spaziali che ha portato l’Italia a ‘mordere’ corpi celesti di ogni tipo: sempre negli stabilimenti di Selex Es è nata la trivella della missione Rosetta, che ha provato a perforare la cometa 67P, mentre in questi mesi sta prendendo forma il trapano della missione ExoMars 2018, che cercherà tracce di vita sul Pianeta Rosso.