caratteristiche nuova carta d'identità elettronica 2016 impronte digitaliUna storia lunga 20 anni. Il progetto è in cantiere da quasi venti anni. L’operazione era stata ideata nel 1997, aveva registrato varie sperimentazioni e anche il rilascio di alcune carte d’identità elettroniche. Si era pensato anche a un documento digitale unico con l’incorporazione della tessera sanitaria.

Ci riprova il governo Renzi. Proprio alla fine del 2015, ci riprova il governo Renzi a portare a termine il vecchio progetto. Pensa a un nuovo tipo di “carta digitale” integrata. E stanzia nel dl ‘Enti locali’ della scorsa estate anche delle risorse ad hoc.

Le novità della Cie. Tante le novità della ‘carta d’identità elettronica’, rispetto alla tradizionale versione cartacea. Oltre alle impronte digitali (bimbi esclusi) e alla possibilità per i maggiorenni di indicare la volontà o meno di donare gli organi, ci sarà un Pin che permetterà l’accesso ai servizi online dedicati. La Cie sarà realizzato con le tecniche tipiche delle carte valori e avrà un microprocessore per la memorizzazione dei dati. Il piano per il rilascio sarà graduale e le tappe saranno fissate da una commissione ad hoc.

Nomi dei genitori e codice fiscale. Tra le informazioni di dettaglio del nuovo documento, compariranno anche i nomi dei genitori e il codice fiscale.

Le modalità del rilascio. La card – spiega il terzo dei 19 articoli del provvedimento – sarà realizzata “con le tecniche tipiche della produzione di carte valori” e integrata “con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici, nonchè per l’autenticazione in rete”.

La richiesta di rilascio viene presentata dal cittadino all’ufficio anagrafico del Comune di residenza o al Consolato,  se residenti all’estero: Comune o Consolato acquisiscono direttamente “dal richiedente gli elementi biometrici primari” e “secondari”, “la firma” e, per i soli maggiorenni, il “dato facoltativo relativo alla volonta’ di donazione o diniego di organi e tessuti” in caso di morte: chi intende modificare la volontà precedentemente indicata può farlo contattando l’Asl di appartenenza, le aziende ospedaliere, gli ambulatori di medicina generale o i centri regionali per i trapianti.

L’infrastruttura a ‘chiave pubblica’. Un complesso sistema cosiddetto a chiave pubblica (public key infrastructures) è preposto a garantire la certificazione dei dati di identificazione contenuti nel microprocessore, la protezione dei dati stessi, e la sicurezza del circuito di emissione e controllo della ‘cie’.

Il Garante della privacy vigila sulle attività di intelligence. Il Garante vigila sulla sicurezza dei dati e del sistema, sul trattamento dei dati personali, e assicura l’aggiornamento e l’allineamento del sistema in relazione all’evoluzione tecnologica, alle direttive europee, e alle possibili interazioni con altri sistemi di identificazione elettronica ed altre iniziative governative strategiche di sicurezza nazionale e internazionale.

Il Pin. È il codice segreto personale necessario alla fruizione dei servizi che richiedono l’autentificazione in rete.





Il cartellino elettronico. Il Centro nazionale servizi demografici (al quale potranno accedere le questure) contiene le informazioni anagrafiche, la fotografia, la scansione della firma autografa.

Non è obbligatoria. Stando all’articolo 4 del decreto, la ‘cie’ non è obbligatoria: “La richiesta del rilascio della ‘cie’ è presentata dal cittadino presso l’ufficio anagrafico del comune di residenza”. Il fatto che non sia obbligatoria, potrebbe essere il motivo di un nuovo fallimento del progetto. Non è possibile, infatti, sapere se la gente si doterà del documento digitale, oppure se preferirà mantenere quello cartaceo. Assurdità. Si potrebbero fare passi avanti importanti ma nella pratica si resta sempre fermi.